Negli ultimi venti anni gli italiani sono diventati sempre più giramondo e, dei 30 milioni che utilizzano quotidianamente il web, l’80% prenota la propria vacanza on line, scegliendo destinazioni estere via aereo con voli low cost ma riducendo la durata della vacanza. Le statistiche ci dicono che i viaggi brevi, quelli cioè di massimo 3 notti, sono passati dal 31% del 1990 al 47% del 2010 mentre i viaggi al di sopra delle 4 notti sono cresciuti in venti anni di appena 2 punti percentuali. La tendenza degli ultimi tempi, quindi, è una vera e propria rivoluzione del nostro turismo spinta non solo dalle crisi economiche che, in momenti diversi, hanno colpito gran parte del mondo, ma anche dalle grandi trasformazioni tecnologiche che hanno rivoluzionato il modo di viaggiare e di organizzare la vacanza.

Se volessimo riassumere l’andamento della nostra offerta turistica e dei cambiamenti degli stili del turismo in Italia e all’estero potremmo farlo brevemente così: gli anni ’60 del Novecento vedono la presa di coscienza del potenziale della maggior parte delle località italiane; è qui che ha inizio il periodo di costruzione di quella che oggi continuiamo a chiamare “offerta turistica”. Non è un caso che, proprio in questo periodo, venga istituito il Ministero del Turismo, con la nascita di un vero e proprio dialogo tra le forze politiche sul tema.

Questo porta entro breve tempo l’Italia ad entrare tra le mete più scelte al mondo. Negli anni ’70, complice la crisi petrolifera, si registra un rallentamento del flusso turistico e gli italiani scelgono spesso la vacanza in campeggio al mare ma questo è anche il periodo dell’introduzione della liberalizzazione delle tariffe aeree, che apre nuove prospettive di sviluppo, anche per gli operatori turistici nostrani. Nel 1985 l’stat rileva che il 46% della popolazione italiana usufruisce della “vacanza lunga” e le località considerate di élite – sulle coste ma anche in montagna – che da sempre sono state di dominio esclusivo dell’alta borghesia si aprono anche ai nuovi turisti. Sono gli anni della nascita e conferma delle agenzie e dei villaggi vacanze, anni in cui ci si apre definitivamente al mondo decidendo di prendere un aereo per andarlo a scoprire, senza però rinunciare alla comodità e alle bellezze di casa nostra.

Gli anni ’90 confermano questa tendenza e introducono un altro elemento: il viaggio non è sinonimo solo di vacanza ma anche di trasferta lavorativa, diventata sempre più agevole, veloce ed economica grazie all’introduzione di nuove tecnologie industriali. Ma tra le mete preferite per le vacanze entrano in scena le spiagge esotiche e gli Stati Uniti d’America e questa voglia di muoversi e di viaggiare incontra nella seconda metà degli anni ’90 anche le nuove tecnologie informatiche; nel 2001, infatti, gli italiani hanno scelto via internet quasi un milione di pacchetti vacanze mentre il 90,6% di questi continua a scegliere l’Italia come meta preferita.

Com’è facile immaginare, sono gli anni 2000 a segnare anche un importante ingresso nel mercato dei viaggi, quello dei teenagers per cui nascono attività su misura, come ad esempio i viaggi studio. Segue una fortissima differenziazione dell’offerta con viaggi a tema, spazi e strutture con accoglienze specifiche per animali, famiglie o semplici amanti di specifiche attività. Il turismo, nato per pochi e poi diventato di massa, quindi si specializza e si diversifica, guardando al passato con un po’ di nostalgia ma sapendo che il futuro è pronto ad offrire nuove e suggestive sfide.

 

Photo via Visual Hunt