Da giugno a settembre, i tratti di costa più belli del nostro Paese vengono presi d’assalto dai turisti, non solo con lo scopo di cercare un po’ di pace e relax ma anche per dare sfogo alle proprie passioni sportive. Se negli ultimi anni le nostre coste sono diventate meta gradita dagli amanti del surf, kitesurf, beach volley e diving, il merito è soprattutto di chi ha saputo rivitalizzare il turismo del Belpaese riuscendo a capire lo sviluppo e l’andamento delle mode del momento, cogliendole e permettendo quindi agli utenti di non dover viaggiare chilometri e chilometri lontano dall’Italia pur di inseguire le passioni.

Potremmo dividere il discorso sullo sport estivo su due temi: da una parte tutti quelli più “estremi” e dall’altro tutti gli altri. Sì perché l’Italia risponde presente sia agli uni che agli altri. Le coste ventose di Talamone in Toscana, Porto Pollo in Sardegna o Pellaro in Calabria, per esempio, sono diventate le più frequentate dagli amanti del surf, del windsurf e dell’ormai sempre più famoso kitesurf. In queste insenature ormai famosissime in tutto il mondo è il vento ad essere il protagonista indiscusso e per realizzare il sogno di cavalcare queste onde basta solo una tavola, al resto pensa Madre Natura. Probabilmente lo sport della prossima estate sarà il SUP, acronimo di Stand Up and Paddle, ovvero una specie di surf in cui si sta in piedi in equilibrio e ci si muove sull’acqua grazie all’uso di una pagaia. Condizione necessaria per praticare quest’attività è sicuramente il mare calmo, altrimenti non si riesce a rimanere in equilibrio. Naturalmente non può rientrare tra gli sport estremi perché di estremo ha ben poco, se non il semplice riferimento alla tavola da surf; qui invece l’obiettivo è quello di navigare lungo la costa per semplice divertimento, pagaiando in tutta tranquillità. ll nostro paese è visitato ogni estate anche perché custodisce dei fondali marini di rara bellezza e di diversa conformazione.

Se dovessimo fare un brevissimo elenco dei migliori posti dove fare diving non potremmo non citare Capo Mortola, ad Imola. Qui il promontorio vicino al confine con la Francia svela un’area marina che protegge specie uniche, un paradiso per gli appassionati di fotografie macro. Rimanendo al nord, in Friuli Venezia Giulia è famoso il Castello Incantato di Miramare, la più piccola area protetta italiana con una scogliera naturale abitata da banchi di corvine, muri di occhiate e nudibranchi visibili perfino in notturna quando il castello è illuminato. Giannutri è l’isola toscana davanti all’arcipelago le cui profonde pareti delineano un fondale ricoperto di pinna nobili e gorgonie, attraversato da dentici e barracuda. Questo posto viene scelto proprio perché i suoi colori vivaci raccontano di un mare pulito e rispettato dagli sportivi che ogni anno s’immergono qui alla ricerca del Nasim II, uno dei relitti più famosi del Mediterraneo. Gli amanti del genere non possono poi non visitare il Parco archeologico di Baia a Pozzuoli, dove a pochi metri di profondità è possibile ammirare i resti di alcune ville d’epoca romane.

Questi sono solo alcuni degli scrigni marini italiani che vengono visitati ogni anno dai circa cinquecentomila italiani in possesso di un brevetto. Gli appassionati aumentano ogni anno e il merito è soprattutto degli splendidi scenari subacquei che fanno del nostro paese un vero patrimonio sommerso. Passando invece una acqua dolce, aumentano anno dopo anno le iscrizioni alle discese in rafting, la discesa di un fiume a bordo di un gommone inaffondabile da governare pagaiando. L’Italia sembra il posto perfetto anche per soddisfare questa voglia: in Umbria, per esempio, il fiume Corno presenta acque limpide, alternando tratti ripidi e tortuosi ad altri più placidi come quello delle gole di Biselli; in Veneto, scorre il Brenta che tra Valstagna, San Nazario e Solagna presenta uno dei tratti più interessanti per praticare questo sport; mentre in Campania, nell’area del parco del Cilento e Vallo di Diano, scorrono 92 chilometri di Tanagro che, prima di confluire nel Sele, è perfetto per il rafting.

In estate ma anche lungo tutto l’arco dell’anno, poi, le coste italiane ospitano le regate, le competizioni fra barche a vela dove la forza propulsiva del vento è il motore alla base del movimento. Tra le più famose ricordiamo la Barcolana, la storica regata internazionale che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre, alla quale partecipano quasi duemila barche. È un evento che coinvolge non solo i velisti ma l’intera città che vede arrivare più di duecentomila persone che seguono la gara sia dalle Rive di Trieste che dalle alture del Carso. L’altro appuntamento è la Rimini-Corfù-Rimini, conosciuta come la “Mille Miglia dell’Adriatico”, la più lunga regata che si svolge nel mar Mediterraneo. Nel luglio dello scorso anno, dopo ben quattordici anni d’attesa, è andata in scena una nuova edizione della regata che, tra gli altri, ha avuto anche l’obiettivo di ricreare un polo di attrattiva con tutte le realtà nautiche del territorio per ridare importanza a questa competizione.

Photo credit: Matias-Garabedian via Visual Hunt / CC BY-SA