Quando parliamo di bellezza ci viene spontaneo pensare all’arte in generale, a un quadro, ad un oggetto, a una persona oppure a un paesaggio; quasi mai però riusciamo a pensare alla scienza. Eppure già al tempo dei Pitagorici il bello era molto di più: era una categoria dell’estetica che insieme al vero e al bene, rappresentava uno dei tre generi supremi di valori.

“Persino le teorie, attraverso i sensi, dovrebbero avere un valore estetico”, affermava J.W.N Sullivan, autore di molte biografie su Newton e Beethoven.

Ma l’estetica, per come la intendevano i nostri avi è qualcosa che vediamo tutti i giorni e che sembriamo aver dimenticato. E’ un’idea, qualcosa che viene dall’istinto e dal piacere inspiegabile che una cosa, un essere vivente o un paesaggio suscitano in chi li osserva.

Eppure le città di oggi sono popolate di centri ‘estetici’ dove la bellezza è qualcosa di già dato, qualcosa che ha dei canoni ben precisi tutti a discapito della soggettività. Depilazioni, laser, ricostruzione delle unghie, trattamenti per il viso sono solo alcuni esempi di come, nel corso degli anni, l’estetica sia diventata più sinonimo di bellezza universale che di piacere visivo, e in tutto questo cambiamento la scienza sembra aver avuto un ruolo predominante.

L’esempio pratico è la chirurgia estetica, che nel corso dei secoli ha subito altrettante evoluzioni di ‘significato’. Nata come branca della chirurgia plastica (applicata in seguito ad interventi cutanei mirati a ricostruire parti del corpo danneggiate da malattie, infezioni o incidenti) questa pratica è poi diventata sinonimo di una bellezza finta e uguale per tutti quando, con il primo intervento di chirurgia estetica, (alla fine del 1800) la scusa di voler diventare più belli divenne abbastanza forte per effettuare interventi invasivi sulle persone.

Ma simili trasformazioni sono andate avanti solo grazie alla società, la stessa che abbracciava e si sentiva al sicuro in questi nuovi canoni estetici: dalla prima Barbie che fa la sua comparsa in vetrina nel Marzo del 1959, alle sfilate di moda, fino alle diete ‘fai da te’ mirate più al dimagrimento che alla salute. In ciascun caso, si trattava di nuovi modelli di vita che non avevano ancora sperimentato gli effetti psicologici di questo ‘boom’ della bellezza.

Ma poi tutto è cambiato. Sempre più donne ricercano la perfezione grazie alla chirurgia e le motivazioni, a detta degli psicologi, sono tra le più disparate: prima fra tutti la paura di invecchiare, di voler compiacere il partner e somigliare alle donne che si vedono in TV, oppure quella di non essere accettate e quindi a basare tutto sull’aspetto esteriore.

Così, in maniera lenta ma letale, sono arrivate anche le conseguenze. Nel 1997 il corpo di Barbie è stato modellato e il suo bacino allargato, in seguito alle varie proteste contro la casa produttrice, considerata tra le responsabili del numero sempre crescente di ragazze e donne anoressiche. Anche le nuove piattaforme di comunicazione -in particolare i social Network- hanno fatto la loro parte diffondendo la cultura dell’immagine e del ritocco che ci fa avere una pelle più liscia, delle ciglia più lunghe e una bocca più carnosa, per somigliare il più possibile all’ideale di donna contemporanea.

E gli uomini? Anche loro si stanno convertendo alla scienza del silicone e delle iniezioni ialuroniche. Negli USA per esempio, moltissimi manager vogliono ringiovanire per restare competitivi nel mondo del lavoro; e secondo gli ultimi studi della società statunitense, American Society of Aesthetic Plastic Surgery, c’è stata una crescita pari al 101% – dal 2010 al 2016- di uomini che si sono fatti operare per interventi di chirurgia estetica, quasi tutti di età compresa fra i 25 e i 34 anni.

La scienza che prima era impegnata a indagare il bello e a spiegarlo attraverso nuove formule, adesso invece è sempre più mirata a migliorare quello che già esiste, non solo attraverso operazioni chirurgiche risolutive, ma anche a livello quotidiano. Un esempio ne sono le creme, i sieri anti età che promettono pelli più luminose e senza rughe, tutti prodotti nati dai migliori laboratori e studiati da ogni tipologia di esperti.

Avere certe attenzioni in un mondo sempre più inquinato dallo smog e dagli agenti chimici è importante, ma bisogna farlo responsabilmente e soprattutto mettendo davanti la salute della pelle piuttosto che le rughe. E così, ogni giorno, uomini e donne compiono un gesto quotidiano comprando prodotti ‘di bellezza’ per paura di perderla: avocado, papaya, olio di cocco o di Argan, sono alcuni esempi di ingredienti presenti nelle creme e nei sieri ‘anti age’, sempre più ricchi di cibo per dare l’idea di ‘naturalezza’, e sempre più ‘Bio’ per dare un’immagine sana ad un prodotto in realtà chimico.

Ma oggi qualcosa è cambiato, e le donne vanno in cerca di trattamenti che le facciano sembrare meno ‘bambole’ e più umane. In questo senso sono sempre di più le scoperte scientifiche che utilizzano metodi meno invasivi, come la deep skin resurfacing, una tecnica che illumina, distende e compatta la pelle del viso, per renderla più elastica e uniforme grazie all’utilizzo del laser e del plasma arricchito, in seguito a un piccolo prelievo di sangue a cui il paziente deve sottoporsi.

Altra tecnica in voga è il microneedling, una nuova tecnica che usa piccoli aghi (needle in inglese significa ago) per ‘ferire’ le zone più sensibili come il decolté, il collo e il contorno occhi, attivando in questo modo la secrezione di collagene e di elastina presenti nella pelle, e rigenerando in questo modo i tessuti. Ma il metodo più richiesto, forse per il suo bassissimo impatto che ha sulla pelle, rimane l’idroelettroforesi.

Una forma di bio stimolazione ma senza alcun uso di aghi, che fa penetrare all’interno dei pori alcune sostanze rigeneranti, grazie a un semplice massaggio fatto da un dispositivo elettrico.

Il senso estetico che abbiamo oggi è ancora basato su canoni di bellezza ben precisi, che non danno più credito all’estetica del piacere e dell’istinto, come la intendevano i nostri predecessori, ma a quella dello stereotipo femminile (e maschile) che ciascuno di noi potrebbe avere a ‘portata di bisturi’: e tutto questo grazie alle scoperte scientifiche.

Qualcosa però sembra muoversi, e proprio come succede quando si è toccato il fondo, anche noi ci stiamo stufando di quei modelli di bellezza ‘plastica’ e preferiamo tenerci le nostre facce; magari un po’ più ringiovanite e fresche, ma senza interventi chirurgici.

Chissà se anche in questo caso la scienza ci verrà incontro.