Fulcro dell’Impero romano e sede della Chiesa cattolica, punto d’incontro di molte civiltà mediterranee, culla di numerosi movimenti artistici, l’Italia è fin dall’antichità tra i più fiorenti centri culturali d’Europa.

Dal punto di vista del patrimonio storico e artistico, l’Italia è il paese che possiede la più alta presenza di siti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO: sono 51 su un totale di 1052 (luglio 2016), ovvero il 5% del totale mondiale e una stima dice che il Paese ha la metà dei tesori d’arte del mondo.

Secondo la Corte dei Conti, l’Italia possiede 4.976 musei. Si contano anche 479 siti archeologici, 5.000 beni culturali, 12.609 biblioteche, 46.025 beni architettonici vincolati, 65.431 chiese, 1.500 monasteri, 40.000 castelli assortiti, torri e fortezze, 30.000 dimore storiche, 4.000 giardini, 1.000 principali centri storici, mentre secondo la classifica Best Countries 2017 di US news & world report, è prima al mondo per influenza ed eredità culturale.

Un risultato che ribadisce, se ce ne fosse bisogno, che la percezione che all’estero si ha del nostro paese è di segno largamente positivo, mentre noi italiani tendiamo spesso a focalizzarci solo sugli aspetti negativi: la cultura e’, nei fatti, peculiarità ed eccellenza del nostro paese.

Il patrimonio artistico dell’Italia abbraccia tutti i settori, dalle scienze architettoniche a quelle umanistiche, dal campo musicale a quello del design industriale.

Già centro di un vasto impero romano da cui è derivato un enorme patrimonio archeologico, culturale e letterario, la penisola italiana fu culla dell’umanesimo medievale e del Rinascimento.

Lo sviluppo delle scienze architettoniche ha lasciato sul territorio italiano un inestimabile patrimonio architettonico caratterizzato in ogni epoca da uno stile unico ed inimitabile.

L’elenco degli artisti italiani celebri è molto lungo e comprende Giotto, Botticelli, Leonardo, Michelangelo, Tintoretto e Caravaggio.

Il paese ha dato i natali a famosi musicisti quali Verdi e Puccini e al regista Federico Fellini. Insigni personalità, del calibro di Machiavelli, Dante, Leonardo e Galileo, hanno contribuito a forgiare il pensiero politico, le filosofie e le arti in Europa.

In tempi più recenti, tra i rappresentanti della letteratura italiana contiamo Giosuè Carducci, Eugenio Montale, Grazia Deledda, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo e Dario Fo, insigniti del premio Nobel per la letteratura. Forte impulso al paese è stato dato nel XX secolo anche dal Design industriale e dalla Moda.

L’arte e la musica sono sicuramente gli ambiti di eccellenza della cultura italiana più noti nel mondo. La prima ha avuto la sua espressione più alta e caratterizzante nel periodo che va dal Quattrocento al Seicento inoltrato, periodi noti come Rinascimento e Barocco.

Ma la lunga storia del paese, ed i numerosi periodi di ricchezza che ha attraversato, hanno lasciato in eredità esempi artistici di notevole bellezza e prestigio durante le varie epoche e civiltà, rendendo l’Italia un caso unico al mondo per la sua varietà di beni artistici e per la loro diffusione capillare sul territorio.

Nel nostro Paese il valore culturale del patrimonio è dunque inestimabile, tuttavia è stato messo in secondo piano rispetto a quello economico, e per di più, anche sul lato della valorizzazione economica tout court, non abbiamo ottenuto grandi risultati, anzi: l’Italia non è stata in grado neppure di mettere in atto una seria politica di valorizzazione.

Marketing e arte sono due mondi apparentemente diversi che attualmente cercano di incontrarsi.

Il valore pedagogico e culturale del nostro patrimonio artistico può andare di pari passo con il suo valore “economico”, secondo molti capace di rappresentare un opportunità di crescita del Paese? Certo, “marketing” non è una parola da aborrire.

Ma il marketing dovrebbe servire alla cultura, non dovrebbe accadere il contrario. E soprattutto occorre tener presente che il valore culturale del patrimonio viene sempre al primo posto.