La bandiera blu è un riconoscimento conferito dalla FEE (Foundation for Environmental Education) alle località costiere europee che soddisfano criteri di qualità relativi ai parametri delle acque di balneazione e al servizio offerto, tenendo in considerazione ad esempio la pulizia delle spiagge e gli approdi turistici.

Istituita nel 1987, anno europeo per l’ambiente, la campagna è curata dagli organi locali della FEE che, attraverso un Comitato nazionale di giuria, effettuano delle visite di controllo delle cittadine candidate per poi proporre alla FEE Internazionale le candidature della nazione.

Il riconoscimento viene assegnato ogni anno a spiagge in 48 paesi del mondo. La bandiera blu viene consegnata per due meriti: la “bandiera blu delle spiagge” certifica la qualità delle acque di balneazione e dei lidi, mentre la “bandiera blu degli approdi turistici” assicura la pulizia delle acque adiacenti ai porti. Per quello che concerne l’Italia, nel 2018 sono 368 le spiagge più belle, 26 in più rispetto allo scorso anno.

Le Bandiere Blu 2018 assegnate a 175 comuni italiani e 70 approdi turistici, corrispondono circa al 10% delle spiagge premiate a livello mondiale. L’anno scorso le spiagge italiane premiate in base ai 32 criteri di sostenibilità (dalla qualità delle acque alla raccolta differenziata) sono state 342 e da 163 si è passati a 175 Comuni, 12 in più rispetto al 2017.

Da Bordighera a Sportorno, da Camogli a Lerici, a guidare la classifica anche quest’anno troviamo la Liguria con 27 località.

Seguono la Toscana con 19 località e la Campania che raggiunge 18 (con tre nuovi ingressi: Piano di Sorrento, Sorrento e Ispani); con tre nuovi ingressi e con 16 località le Marche che perdono una Bandiera.

La Puglia conquista tre nuove località (Rodi Garganico, Peschici e Zapponeta) raggiungendo così quota 14 Bandiere e la Sardegna è presente con 13 località e con due nuovi ingressi. L’Abruzzo va a quota 9 con l’ingresso del Lago di Scanno ed anche la Calabria a 9 con due nuovi ingressi.

Il Veneto conferma le 8 Bandiere come anche il Lazio, dove avviene un cambio radicale: Anzio perde la sua storica bandiera per “cederla” a Trevignano Romano. L’Emilia Romagna conquista una Bandiera portandosi a quota 7 e la Sicilia ne perde una scendendo a 6. La Basilicata va a 4 con due nuovi ingressi ed il Friuli Venezia Giulia conferma le 2 Bandiere dell’anno precedente.

Fanalino di coda il Molise con una sola bandiera. Quest’anno vengono incrementate le Bandiere sui laghi con 16 località. Oltre agli ingressi di Lazio ed Abruzzo, conquista una Bandiera il Piemonte andando a quota 3, mentre rimangono invariati il Trentino Alto Adige con 10 e la Lombardia con una.

“Anche quest’anno – afferma Stefano Laporta, presidente dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) – è stato rilevato un incremento nel numero di assegnazioni, un dato indicativo dell’impegno di molti Comuni e dell’importanza delle tematiche ambientali nel turismo. Gli esperti Ispra hanno operato sia nella fase di individuazione dei requisiti da valutare che nei lavori della giuria. Ogni anno infatti i requisiti per ottenere la Bandiera Blu vengono rivisti con l’obiettivo di stimolare i Comuni ad impegnarsi nell’ottica del miglioramento continuo”.

Nella classifica sono entrate località come Sellia Marina, Sorrento, Ispani, Cattolica, Peschici, Rodi Garganico e Marina dell’Orso di Poltu Quatu, mentre ne sono uscite solo quattro: Anzio, Gabicce Mare, Termoli e Pozzallo.

La fase di selezione è lunga e complessa. Se ne occupa, in un primo momento, una giuria internazionale, poi il lavoro di verifica passa a livello nazionale dove collaborano una serie di enti e istituzioni che devono vagliare la compatibilità delle località selezionate con i criteri imposti dal FEE.

Il lavoro incrociato del Ministero dell’Ambiente, della Cultura, del Turismo con quello dell’Arpa, della Guardia Costiera e di tutta una serie di istituti chimici che per anni verificano la qualità delle acque, del sistema fognario e dello smaltimento dei rifiuti pericolosi, determinano la rosa delle zone costiere che rispondono agli standard d’eccellenza imposti.

Il mare è solo il punto di partenza, però. A determinare l’assegnazione concorrono anche il numero di piste ciclabili, le aree pedonali, le zone verdi della località, la presenza di strutture per disabili, i servizi sulla spiaggia compresa la presenza di personale di soccorso, le informazioni turistiche, le strutture alberghiere e la segnaletica aggiornata.