Parallele al percorso universitario, le scuole di eccellenza in Italia intendono formare tutti quegli studenti in possesso si ottime qualità, per inserirli al più presto nel mondo del lavoro. Dalle business school ai corsi da sommelier, dal giornalismo al settore culinario: i campi di specializzazione di queste scuole sono molti e molte sono le menti eccelse che ne escono.

Quando parliamo di università, ci riferiamo ad un tipo di istituzione pubblica o privata che permette a chiunque di accedere (con o senza test d’ingresso) ad un determinato percorso di studi. Una volta entrato lo studente sostiene i suoi esami con tempi più o meno lunghi, a seconda delle sue possibilità accettando il voto che preferisce anche se oggettivamente insoddisfacente.

Le scuole d’eccellenza invece si affiancano ad esse, e si distinguono dalle università per una serie di fattori tra cui: l’interdisciplinarietà, l’alta qualificazione del corpo docente, la presenza di settori strategici per lo sviluppo del Paese, i collegamenti con altri organismi internazionali e, infine, la maggiore facilità di collocamento al termine del corso.

Gli studenti appena usciti dal liceo (e non solo) che decidono di entrare in scuole del genere, devono sapere che è proprio il test d’ingresso e le capacità personali che gli permetteranno di avere successo.

E chi ci riesce sono proprio loro: le menti ‘eccellenti’. Una volta ottenuta la nomina, gli studenti ammessi possono godere di tutte le qualità offerte da questo tipo di istituzioni come: il vitto e l’alloggio gratuiti all’interno di un collegio, un sostanzioso contributo di sussistenza, il materiale di studio fornito in parte dalla scuola e, soprattutto, esenzioni totali dalle tasse universitarie.

Ovviamente tutto questo varia a seconda dell’istituto. In Italia, le Scuole di eccellenza riconosciute dal MIUR sono dodici: la Scuola Normale di Pisa, la Scuola Sant’Anna di Pisa, la IUSS di Pavia, la scuola Galileiana di Padova, La scuola Superiore di Udine, la scuola Superiore di Catania, L’ISUFI di Lecce, la scuola Santa Chiara di Siena, il Collegio Superiore di Bologna, l’Alta Scuola Politecnica di Milano e di Torino, l’IMT di Lucca e la SISSA di Trieste.

Tutte quante hanno in comune una forte specializzazione e la presenza, al loro interno, di studenti da formare e da inserire direttamente nel mondo del lavoro.

Facile? non proprio.

I doveri sono molti, tra questi l’obbligo di frequentare l’Università della città in cui si trova la Scuola, superando tutti gli esami con voti che non siano mai sotto i 24 trentesimi e che, possibilmente, raggiungano una la media del 27.

Oltre a questi lo studente ‘eccellente’ dovrà frequentare corsi supplementari (nella Scuola stessa) ottenendo comunque una media adeguata.

Ma quali sono le discipline coperte da queste eccellenze? In realtà quasi tutte, tra le più gettonate le Business School o più semplicemente, scuole di economia. Oltre alle caratteristiche di base che le accomunano alle altre scuole di eccellenza, le business school hanno inoltre la qualità di possedere nuove tecnologie applicate all’apprendimento, alla condivisone e al raggiungimento di obiettivi competitivi sul mercato del lavoro.

Il Mip (Politecnico di Milano graduate school of business) ne è un esempio, grazie al suo nuovo sistema di smart learning: un insieme di attività formative per individui e imprese, che sfruttano al meglio le nuove tecnologie digitali.

Un altro nome è quello della Sda Bocconi School of Management di Milano, al 5° posto in Europa e al 6° posto al mondo tra le scuole di business. Un pilastro dell’istruzione post laurea grazie ai suoi rapporti internazionali e alla formazione completa che offre ai suoi studenti.

La 24 Ore business School (fondata dal famoso quotidiano economico) è anch’essa un punto di riferimento per tutti coloro che intendono intraprendere carriere professionali.

E ancora, la Cuoa business school di Altavilla Vicentina, famosa per il forte legame che ha con le aziende; la Luiss business school che si distingue per la sua vicinanza alle imprese e ad altre istituzioni pubbliche; e infine Altis –Università Cattolica di Milano che, rispetto a tutte le altre, rivolge una fortissima attenzione all’aspetto ambientale e sociale delle imprese.

Ma se il campo dell’economia sembra dominare la scena, gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) si mettono in fila subito dopo.

Si tratta del cosiddetto terziario post secondario: percorsi formativi di durata biennale, paralleli a quelli accademici e incentrati su diverse aree tecnologiche, potenziati da studi in laboratorio e da un tirocinio in impresa che rilascia il Diploma di Tecnico Superiore, con certificato specifico delle aree di competenza del singolo partecipante.

Di ITS ce ne sono almeno due per ogni Regione, per un totale nazionale di 64 istituti, la maggior parte nei pressi delle grandi città, come l’IIS in Via Domizia Lucilla, o il Rousseau di Viterbo; a Milano troviamo l’Istituto Artigianelli e il cardano a Pavia, mentre in Puglia c’è la metropoli di Bari con i suoi tre istituti: Marconi, Caramina-Gigante e Fermi.

Altro settore da dover considerare è quello del giornalismo. Un ambiente in continua espansione ma anche in continuo mutamento. Fino ad oggi le nuove tecnologie hanno stravolto del tutto il mondo della carta stampata e quindi il modo di scrivere le notizie. Le scuole di eccellenza in campo giornalistico mirano quindi a specializzare i propri allievi, preparandoli a questi cambiamenti: sempre più veloci, sempre più sintetici e pronti a ‘rubare’ le notizie e pubblicarle in tempo reale.

Tra i primi nomi spicca la Scuola di Giornalismo Massimo Baldini alla Luiss, seguita dalla Lumsa di Roma  il cui Master, riconosciuto dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti (ODG), si propone l’obiettivo di aiutare gli studenti a superare l’esame professionale di Stato e di formarli ad un giornalismo ‘moderno’, che possa inserirli del mondo del lavoro.

A Perugia troviamo la famigerata scuola di Giornalismo (Centro Italiano di Studi Superiori per la formazione e l’aggiornamento in giornalismo radiotelevisivo) che, a differenza di altri Master non prevede corsi di formazione e corsi di praticantato legati a tutte quelle discipline che si aggrappano a questo settore: conoscenze economiche, politico-istituzionali, storiche, giuridiche; discipline tecnico professionali legate alla comunicazione di massa; ma anche corsi di approfondimento sul cyber crime, sul giornalismo investigativo, sul marketing e molte altre discipline parallele come il giornalismo radio-televisivo, fotografico e un Master di scrittura per la Fiction.

In tutto questo specializzarsi, chiunque diventa professionista. Certo, i talenti migliori emergono sempre alla fine ma in certi casi la lotta per il lavoro sembra davvero agguerrita e, trovare la strada migliore per un giovane liceale, ad esempio, è qualcosa di molto faticoso.

Anche il turismo è diventata una nuova categoria di studio, competitiva e professionale, così da vedere aumentare sempre più rapidamente le Scuole di Hotel Manager in Italia e nel resto del mondo.

A Roma c’è l’IHMA (International Hotel and Tourism Management), in Istituto presente da 10 anni sul nostro territorio, il cui scopo è quello di formare la classe dirigente dell’industria alberghiera italiana.

Il percorso formativo è a numero chiuso e l’accesso alla scuola non è semplice ma si basa su un processo rigoroso di selezione, così che solo i candidati eccellenti potranno riuscire ad entrare. Anche qui il costo della scuola non è irrilevante (5.500 Euro + IVA) ma comprensivo di molti vantaggi, come: la garanzia di entrare nel mondo del lavoro, uno stage, il supporto continuo allo studente e la partecipazione gratuita ad un secondo Master.

Altro nome del panorama ‘ristorazione ed accoglienza’ è l’Istituto pugliese Eccelsa ad Alberobello, dove si formano grandi talenti non solo dell’accoglienza ma anche del gusto, che offre programmi sia per le ‘matricole’ che per professionisti del settore, intenzionati a migliorare o rinnovare le loro capacità personali.

Ma rimaniamo nel campo della ristorazione perché negli ultimi anni c’è stato un boom delle scuole di cucina e di pasticceria – forse proprio sulla scia del nuovo trend televisivo, che vede aumentare a vista d’occhio, gli show culinari -.

La madre di tutte le scuole è sicuramente l’Alma, Scuola Internazionale di cucina Italiana, un vero pilastro nel settore che offre corsi per diventare cuoco, bakery chef ( per apprendere le nuove tecniche di panificazione moderna), pasticcere, manager della ristorazione, professionista di sala o sommelier.

Il corpo docenti della scuola è di altissimo livello, ci sono conoscitori dei prodotti alimentari italiani ma anche esperti di nutrizione, igene, storia della cucina e di tutto il mondo vinicolo.

Altra scuola di eccellenza nel settore è quella del Gambero Rosso, azienda enogastronomica nata nel lontano 1986, ritenuta la migliore nel dare un giudizio di qualità. I suoi simboli sono inconfondibili e un vero marchio di garanzia: “i Tre Bicchieri per il vino, le Tre Forchette per i ristoranti, i Tre Chicchi e le Tre Tazzine per i bar e le Tre Foglie per i migliori produttori di olio extravergine”.

Oltre alle guide di qualità, al mensile, al settimanale Tre Bicchieri e ai programmi Gambero Rosso Channel , l’azienda è anche Academy, ovvero scuola di formazione con due diversi livelli di insegnamento, per appassionati e per professionisti.

Per questi ultimi i corsi spaziano dalla professione chef, a quella di pasticcere, sommelier, responsabile di sala e ancora, dieci Master differenti in Food and Wine Business, Food Truk: cucine in movimento, Food Tech e altro ancora.

Insomma l’offerta è vasta non solo all’interno delle scuole di eccellenza, ma in tutto il territorio italiano. In questo senso allora, come potremmo non citare il vino: colui che riempie le colline del nostro paese da Nord a Sud rendendo l’Italia stessa un’eccellenza a livello mondiale.

La Federazione Italiana Sommelier risponde a questa domanda, grazie ai suoi corsi avanzati ‘che ti cambieranno la vita in meglio’, come recita lo spot. 52 lezioni teoriche, 160 etichette in degustazione, 17 lezioni di abbonamento, 2 cene tecniche, 1 gita presso un’Azienda Vinicola e infine 2 attestati (quello da sommelier e da sommelier internazionale).

Insomma, non manca niente e neppure le eccellenze sono ancora finite, ne esistono molte altre sta solo a voi decidere quale settore vi interessa e, se davvero avete una passione che volete realizzare al meglio, allora queste scuole sono fatte per voi: per riconoscervi e per garantirvi nei limiti del reale, un futuro fatto di questi sogni, non solo per diventare i migliori fra tanti ma i migliori per voi.