Dalla Festa mondiale della zanzara di Berra (FE), all’ultima invenzione di Farinetti, il FICO Eataly di Bologna, pare facile dire fiera. Si va, si entra, si trova tutto quello che si vuole in un determinato settore.

Eppure, reificazione dei mitologici mercati che dominano le nostre vite, punto d’incontro, ludicità e convivialità, oltre che l’ovvio commercio, le fiere muovono un giro di affari impressionante e coinvolgono milioni di persone tra addetti ai lavori e visitatori. Quaranta milioni di metri quadrati coperti dai quartieri fieristici in tutto il mondo, considerando solo quelli superiori ai 5000 mq.

Tasso di crescita annuale intorno al 2.5%. Numero di presenze difficilmente calcolabile, tra buyers e semplici visitatori, comunque in costante incremento. Bastano pochi numeri per capire immediatamente dimensioni e rilevanza del sistema fieristico internazionale, e di conseguenza l’impatto che può avere sull’economia globalizzata dei nostri giorni, pur considerando le ricadute, anche in questo settore, della crisi economica mondiale.

Il database del sito www.eventseye.com è ricco di quasi 22.300 eventi fieristici, svoltisi o già programmati dallo scorso ottobre 2017 all’ottobre 2019, ed è in costante crescita e aggiornamento. Divisi per categorie generali e poi ulteriormente per settori merceologici, ce n’è davvero per ogni settori settore e gusto: automobilistico, aerospaziale, delle costruzioni, di interesse ambientale, gioielleria, ingegneristica, ogni tipo di entertainment, servizi, medicina, moda… davvero di tutto, di più.

Altro sito raccomandabile per chi voglia addentrarsi più a fondo nel settore è quello della Global Association of the Exhibition Industry, all’indirizzo www.ufi.org, che dal 2009 pubblica rapporti semestrali sull’andamento del business fieristico, il Global Exhibition Barometer.

A causa di un sistema basato in larghissima misura su piccole e medie imprese, in Italia il settore è al centro dell’attenzione dei players economici, che lo ritengono un modo migliore della pubblicità diretta per incontrare produttori e clienti finali. Con più di due milioni di metri quadrati di spazi espositivi, che rappresentano il 7% dello spazio mondiale e il 22% di quello europeo, l’Italia risulta il quarto al mondo per dimensioni del fenomeno, dopo USA, Cina e Germania.

Logico che gli eventi più importanti siano dedicati ai settori trainanti del sistema produttivo, quindi si parlerà di agroalimentare ed enogastronomico, motoristico, turismo, artigianato di eccellenza. Per i motori, impossibile non citare il Motorshow di Bologna che nell’ultima edizione del dicembre 2017 ha fatto registrare segnali di netta ripresa rispetto ai momenti di appannamento dovuti alla crisi economica degli ultimi anni, con quasi trecentomila presenze.

Poco più a sud, in quella capitale del turismo che è Rimini, ogni anno ad ottobre si svolge invece la Fiera Internazionale del Turismo, main event del settore, con forte e variegata presenza di operatori nazionali ed esteri, e basato su un modello B2B. Nell’artigianato di eccellenza si distingue senza dubbio il VicenzaOro, manifestazione internazionale di riferimento per il comparto orafo e gioielliero, la cui prossima edizione è in rampa di lancio e partirà il prossimo 19 gennaio.

Ultimo, e più importante, il settore agriculturale ed enogastronomico. Per capirne la straordinaria importanza, si possono tenere in considerazione due manifestazioni. Da un lato, l’Esposizione Universale di Milano “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, che nel 2015 vide la partecipazione di 137 nazioni, quattro organizzazioni internazionali e più di ventun milioni di visitatori.

Dall’altro, e forse più importante in prospettiva per capire i prossimi sviluppi dell’industria fieristica, la più recente iniziativa del fondatore di Eataly: il FICO di Bologna, la Fabbrica Italiana Contadina già ribattezzata la Disneyland del cibo del Belpaese, che mostra in permanenza al visitatore tutte le fasi della catena del cibo, dall’allevamento degli animali o la coltivazione del grano, fino a portar loro nel piatto il risultato finale.

Non per niente siamo in Italia, la patria di quel mangiar bene per cui tanto il Paese è rinomato in tutto il mondo.