Innanzitutto perché si chiama cenone?

La risposta è non solo per la gran quantità di cibo che viene portato in tavola, ma anche per il fatto che questa lunga cena,che inizia solitamente intorno alle 21, deve poter arrivare al fatidico scoccare della mezzanotte, quando la tradizione vuole che si faccia un brindisi augurale. Il cenone, per essere tale, deve prevedere alcune prelibatezze che solitamente non si mettono a tavola nei giorni normali, come una ricca varietà di antipasti che vanno ad esempio, dal capitone al paté, dal cocktail di scampi al salmone e dall’immancabile caviale al crostino di fegatelli.

Poi, naturalmente, non mancano le tradizionali lenticchie col cotechino, un assaggio di tacchino o faraona arrosto con salsa di mele e in alternativa un bel pesce lessato. Al termine di questa kermesse gastronomica, non può mancare come dessert il classico panettone con altri dolcetti tipici della tradizione regionale italiana, come i ricciarelli, il panforte, i cantuccini, tanta frutta anche esotica e cioccolatini a profusione.

Quanto ai vini, bianchi e rossi, sono accompagnati da un ottimo spumante e da un passito color oro. Tutto questo giustifica, per quanti vogliono festeggiare la fine d’anno al ristorante, un prezzo alquanto “salato” che può variare da 150/200 euro a persona in su, lavanda gastrica esclusa.