Quanto hanno inciso sulla cucina l’ambiente la scienza e la tecnologia?

Certamente non poco se si pensa a come mangiavamo qualche decennio fa e come invece ci alimentiamo oggi. La cucina regionale che si avvale tuttora dei prodotti locali ha origini molto lontane.

Infatti, non a caso, le tipiche ricette della nonna d’altri tempi erano nate “ povere” proprio per sfruttare solo i raccolti dell’orto come i cavoli, patate e cipolle, pomodori e fagiolini e in genere tutte le verdure che venivano pronte nelle varie stagioni.

Agli ortaggi si aggiungevano gli animali cosiddetti da cortile, come le galline, i conigli, i maiali e, qualche volta, la cacciagione. Nacquero così i piatti del “contadino” ancor oggi richiestissimi dai buongustai per la loro semplicità e al tempo stesso per i sapori genuini che la qualità degli ingredienti sa offrire.

Ma, oltre all’ambiente, anche la tecnologia ha contribuito non poco al settore culinario.

Basti pensare a tutti gli utensili che migliorano la conservazione e la cottura dei cibi, quali ad esempio le pentole a pressione, le padelle antiaderenti, i frullatori, le macchine per la pasta, i fornetti, i mini-congelatori e così via.

La scienza poi, ha contribuito a rendere più sana la cucina facendoci conoscere i componenti dei prodotti con le percentuali chimiche, nonché la tracciabilità relativa all’origine dei cibi.

Oggi è più facile seguire una dieta equilibrata per l’enorme diffusione delle caratteristiche relative ai componenti dei cibi, grazie proprio alla scienza dell’alimentazione che ci spiega cosa fa male al nostro organismo.

Non a caso è esplosa la veganomania, una moda alimentare forse un po’ esagerata, che ci illudiamo possa farci vivere molto più a lungo.

Attenzione però a tutti quei preparati che contengono conservanti, solfiti e componenti chimici che la moderna industria alimentare è costretta ad utilizzare ai fini della conservazione.

Del resto, le varie rubriche televisive sul cibo, badano perlopiù alla bontà delle ricette piuttosto che alla loro incidenza sulla mala digestione.

La tavola del 2018 insomma, è più tecnologica e scientifica ma il nostro palato va, da sempre, alla ricerca del buon gusto più che della novità.