Prima di individuare l’impatto della scienza all’interno del progresso scientifico è bene gettare un’ombra sullo scientismo e sul concetto di scienza auto-fondata, ossia sulla errata convinzione che il progresso scientifico sia fondato sulle stesse scoperte scientifiche e non sull’indirizzo che invece gli viene dato dalla cultura del popolo che evolve scientificamente, tecnologicamente e via dicendo.

Il progresso scientifico non e’ fondato sulla scienza, ma sulla cultura che lo propone; la finalità dello sviluppo scientifico non e’ determinata dalla scienza stessa ma essa rimane lo strumento di questo sviluppo, che e’ sempre e innanzitutto uno sviluppo culturale. Per comprendere meglio questa visione occorre ritornare sul concetto di scientismo.

Lo scientismo viene descritto come quel «movimento intellettuale sorto nell’ambito del positivismo francese (seconda metà del XIX secolo), tendente ad attribuire alle scienze fisiche e sperimentali e ai loro metodi, la capacità di soddisfare tutti i problemi e i bisogni dell’uomo». Dal XX secolo il termine ha prevalentemente una connotazione negativa, per criticare un eccesso di fiducia nella possibilità di estendere con successo i metodi scientifici al di fuori dei loro ambiti naturali.

Alla problematica, Friedrich von Hayek ha dedicato un testo, Scientism and the Study of Society, in cui contesta l’applicazione del metodo della scienza naturale alla risoluzione dei problemi relativi alle istituzioni sociali e alla collettività. Lo scientismo infatti, secondo Hayek, ha la presunzione di saper comprendere realtà complesse come le istituzioni sociali sulla base delle proprie fallibili conoscenze scientifiche, ignorando che le società e i rapporti in essa vigenti sono sempre il risultato non voluto e non intenzionale delle azioni dei singoli individui, e non possono essere disegnate e ricostruite a piacimento.

Critiche a una tale razionalità costruttivista, su cui si fonda lo scientismo, sono venute anche da Karl Popper, che rifacendosi ad Hayek intravede nel dogmatismo metodologico tipico dello scientismo il presupposto del totalitarismo, dato che esso ritiene di avere cognizioni sufficienti per pianificare ogni progettualità umana in maniera oggettiva, escludendo i fattori soggettivi come dei fastidiosi inconvenienti; ne deriva un modo di pensare «ingegneristico» e collettivista.

Lo scientismo inoltre, secondo Popper, non tiene conto che la scienza non procede passivamente per induzione, ma è sempre il frutto dell’inventiva umana e dunque occorre rivalutare il ruolo fondamentale che in essa assumono altre forme di pensiero come la metafisica Egli considera un grande pericolo la passività tecnica tipica dell’addestramento scientifico, temendo l’eventualità che ciò divenga una cosa normale, proprio come vede un grande pericolo nell’aumento della specializzazione, che è anch’esso un fatto storico innegabile: un pericolo per la scienza e, in verità, anche per la nostra civiltà.

Scettico sulla possibilità di approdare a una qualunque certezza in ambito scientifico, ma non sulla necessità di ricercare onestamente la verità che è invece il presupposto di un sano razionalismo critico, Popper sostiene l’inconsistenza di concetti come quello tanto invocato di metodo scientifico, con cui si crede a sproposito di poter valutare una teoria in base a un presunto criterio oggettivo.

Quella che chiamiamo storia della scienza riguarda invece le vicende, i personaggi, e gli esperimenti, che hanno portato a maturare il concetto di progresso scientifico. Essa ha prodotto quella che oggi è considerata la scienza moderna, ossia un corpo di conoscenza empirica controllabile, una comunità di studiosi e una serie di tecniche per investigare l’ universo.

La rivoluzione scientifica vide l’introduzione del moderno metodo scientifico a guidare il processo di valutazione della conoscenza. Questo cambiamento è considerato così fondamentale che le indagini ad esso precedenti sono per lo più considerate prescientifiche. Molti, tuttavia, ritengono che la filosofia naturale antica possa rientrare all’interno del campo di competenza della storia della scienza.