Possiamo definire la Medicina Complementare o Alternativa come l’insieme di sistemi, pratiche e rimedi che in genere non vengono considerati come parte della medicina convenzionale; la medicina  complementare comprende tutte le pratiche che sono usate in congiunzione o come complemento di terapie tradizionali, mentre la medicina alternativa esclude l’utilizzo delle cure tradizionali assieme alle pratiche di medicina scientifica.

La medicina alternativa, utilizzata come unica medicina in molti paesi del mondo, ha ormai preso piede anche nei paesi industrializzati; infatti nonostante i progressi della medicina occidentale, nella comunità scientifica internazionale sono sorti dubbi sia sull’accettabilità degli effetti collaterali sia nella ingerenza della industria farmaceutica nelle scelte terapeutiche dei medici.

Inoltre a differenza della medicina convenzionale, che è basata sulla cura della malattia, la medicina alternativa pone maggiore attenzione al benessere dell’organismo nella sua interezza psico -fisica. Infatti secondo i principi di tale medicina le malattie sono il risultato di squilibri energetici all’interno dell’organismo ed impiega sostanze vegetali, l’alimentazione, il movimento, la respirazione e la meditazione, quindi tutto ciò che la natura ci offre sottoforma di flusso di energia.

Possiamo quindi affermare che la maggiore differenza tra le due forme di medicina è nell’obiettivo che ciascuna si pone: cura e risoluzione del sintomo e della malattia nella medicina tradizionale,riequilibrio energetico dell’organismo, capace poi di curare se stesso, nella medicina alternativa.

Il primo organismo statale a occuparsi nel mondo occidentale di medicine e terapie diverse da quelle convenzionali è stato l’Office of alternative medicine, istituito nel 1992 presso gli statunitensi National institutes of health (NIH). Pochi anni dopo l’Office si trasformò in National center for complementary and alternative medicine (NCCAM).

L’acronimo CAM divenne sinonimo di quelle che in Europa venivano chiamate medicine non convenzionali. In Italia, secondo le linee guida emanate dal Consiglio Nazionale della FNOMCeO nel 2002, tra le medicine e le pratiche non convenzionali solo nove discipline sono ritenute rilevanti da un punto di vista sociale, sia in base alle indicazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa, sia in base alla maggiore frequenza di ricorso ad alcune di esse da parte dei cittadini: la Fitoterapia, dal greco phytón (pianta) e therapéia (cura) è quella pratica che prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere psicofisico.

La Medicina Antroposofica,  formulata e sviluppata dall’esoterista austriaco Rudolf Steiner, i cui preparati farmacologici avrebbero la stessa valenza scientifica dei preparati omeopatici. La Medicina Ayurvedica, nata in India oltre 5000 anni fa. Alla sua base una concezione dell’individuo come unità di corpo, mente e spirito. Il medico ayurveda non s’interessa tanto al sintomo quanto alle cause della malattia, riconducibili sempre a una rottura dell’equilibrio fra i principi costituenti dell’essere umano.

La Medicina Omeopatica ,basata sui principi formulati dal medico tedesco Samuel Hahnemann, afferma che il rimedio appropriato per una determinata malattia sarebbe dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella persona malata. Tale sostanza, detta anche “principio omeopatico”, una volta individuata viene somministrata al malato in una quantità fortemente diluita e dinamizzata.

La Medicina Tradizionale Cinese (la cui pratica piu’diffusa e’ l’agopuntura) è un antico sistema medico per cui tutto è qi, ovvero energia. L’energia fluisce nell’alternanza delle due forze complementari yin e yang, che seguono una via di movimento continuo rappresentata dal simbolo del Tao. La Omotossicologia o Omeopatia antiomotossica ,definita come metodica medica  basata sullo studio di presunti fattori tossici per l’uomo, chiamati omotossine, identificati come cause di tutte le malattie.

L’Osteopatia, definita come medicina basata sul contatto primario manuale nella fase di diagnosi e trattamento; infatti,attraverso la manipolazione dei tessuti, un osteopata è in grado di innescare i processi di autoguarigione di cui è naturalmente dotato l’organismo. La Chiropratica (dal greco cheir, mano e praxis, azione) o chiroterapia è una pratica che ha come obiettivo il mantenimento e il ristabilimento della salute dell’uomo, concentrando la sua azione sull’integrità del sistema nervoso, assumendo che esso controlli tutti gli altri sistemi del corpo umano e prestando particolare attenzione alla colonna vertebrale.

La Posturologia, branca della medicina alternativa che studia i rapporti tra la postura del corpo e determinate patologie che deriverebbero da un errato assetto posturale. Le basi scientifiche delle nove pratiche elencate sono ancora poco definite e sono necessarie ricerche future per avvalorare con certezza e rigore metodologico il loro utilizzo, ma e’ pur vero che un numero sempre crescente di individui vi fa frequentemente ricorso, con risultati statisticamente soddisfacenti.

L’apertura mentale verso nuove forme di terapia e’ un fattore di progresso sociale ed umano, a condizione che vengano rispettati precisi parametri per la salute dei pazienti.