Le piccole e medie imprese o PMI, sono aziende le cui dimensioni rientrano entro certi limiti occupazionali e finanziari prefissati.

Per questa ragione, e anche per le oggettive difficoltà di attrarre capitali, Stati e Regioni di solito mettono in atto politiche di sostegno verso la PMI anche se, di fatto, le PMI, complessivamente, pagano più tasse sul reddito delle multinazionali.

È importante considerare che le piccole e medie imprese si comportano talvolta in modo decisamente diverso da quelle di dimensioni maggiori, sia per la diversa tipologia di organizzazione (talvolta le PMI sono ancora gestite direttamente dal proprietario), sia per la limitata disponibilità di capitali e sia per le differenti politiche gestionali.

La media impresa ha un fatturato annuo non superiore a 40 milioni di euro, oppure ha un totale di bilancio annuo non superiore a 27 milioni di euro; il capitale o i diritti di voto non sono detenuti per il 25% o più da una sola o da più imprese non conformi alla definizione di PMI.

Fanno eccezione le società finanziarie pubbliche e le società di partecipazione al capitale di rischio o, purché non esercitino alcun controllo, gli investitori istituzionali.

La soglia del 25% può inoltre essere superata se il capitale è disperso in modo tale che sia impossibile determinare da chi è detenuto e se l’impresa dichiara di poter legittimamente presumere che non è detenuto per il 25% o più da una o più imprese non conformi alla definizione di PMI.

La piccola impresa ha un fatturato annuo non superiore a 7 milioni di euro, oppure ha un totale di bilancio annuo non superiore a 5 milioni di euro; il capitale o i diritti di voto non sono detenuti per il 25% o più da una sola o da più imprese non conformi alla definizione di piccola impresa.

Fanno eccezione le società finanziarie pubbliche e le società di partecipazione al capitale di rischio o, purché non esercitino alcun controllo, gli investitori istituzionali.

La soglia del 25% può inoltre essere superata se il capitale è disperso in modo tale che sia impossibile determinare da chi è detenuto e se l’impresa dichiara di poter legittimamente presumere che non è detenuto per il 25% o più da una o più imprese non conformi alla definizione di piccola impresa.

Le PMI italiane rappresentano il 22% delle imprese che hanno depositato un bilancio valido, per un totale di 3,9 milioni di addetti, di cui oltre la metà lavora in piccole imprese.

A trainare l’aumento delle PMI in Italia, sono state le aperture delle nuove Srl semplificate. In generale le nuove società di capitale sono aumentate del +11,9%, di cui un terzo nella forma giuridica della Srl semplificata. Ad aumentare sono soprattutto le PMI del settore industria (+13%).

Le difficoltà maggiori si riscontrano tra le imprese delle costruzioni, mentre l’industria sta tornando ai livelli pre-crisi. In media, tra le PMI il fatturato risulta in crescita del +1,5% (+3,1% nell’industria). Migliorano anche la produttività, da 48 mila a quasi 51 mila euro per addetto, e la redditività complessiva del +1,2% su base annua, anche grazie al minore peso degli ammortamenti e degli accantonamenti sul conto economico delle PMI.

Il divario rispetto alla puntualità con la quale le imprese degli altri Paesi europei saldano i conti con i propri fornitori è ancora piuttosto rilevante, ma il problema dei ritardi nei pagamenti ha iniziato ad essere meno gravoso che in passato.

Stando a quanto si legge nel Rapporto Cerved, le piccole e medie imprese hanno pagato con maggiore puntualità i propri fornitori sia rispetto al passato che rispetto alle grandi imprese.

Queste ultime in media impiegano due settimane in più per saldare i propri conti, o perché hanno pattuito più tempo al momento di negoziare i termini o perché tardano a pagare.

Riguardo alle sfide che il middle market italiano sta affrontando, la scarsità della domanda è un elemento ritenuto importante in Italia più che altrove: questo fattore spiega probabilmente perché il middle market italiano è concentrato sui risultati di bilancio e ritiene l’incremento degli utili o dei margini il suo parametro di successo principale e la redditività il suo maggiore motore di innovazione.