In linea generale la sostenibilità è la caratteristica di un sistema o di un processo di mantenere stabilmente il proprio equilibrio.

Negli ultimi tempi al concetto di sostenibilità si accostano immancabilmente sfere quali l’ambiente, l’economia e la società. In poche parole, la sostenibilità vorrebbe consentire al pianeta Terra la sua conservazione, oggi sempre più a rischio a causa dei disastri ecologici che ormai continuamente si susseguono e che potrebbero invece essere evitati se si sviluppasse nella coscienza collettiva un maggiore senso di responsabilità.

Avere cura di sé vuol dire anche e soprattutto avere cura dell’altro da sé e del luogo in cui si vive e si convive. Perché il concetto di sostenibilità prenda sempre più piede e si riversi praticamente nella quotidianità bisogna che si inneschi quindi un cambiamento culturale che, dando un’occhiata all’ultima generazione, sembra avere mosso i primi passi. Sono infatti i nati tra gli ’80 del secolo scorso e il 2000 quelli che più degli altri dimostrano sensibilità per i temi della sostenibilità e che cercano di realizzare concretamente quanto acquisito spesso solo da un punto di vista teorico.

In questo senso, il mondo del lavoro può fare la differenza in positivo, perché i suoi effetti ricadono direttamente sull’economia, sulla società e di rimando sull’ambiente. Oltre quindi a rendere evidente quali possono essere le opportunità di lavoro collegate al grande tema della sostenibilità attraverso sportelli di riferimento che dovrebbero diffondersi nelle città sviluppando una rete nazionale, è il caso di pensare al ruolo che la tecnologia può giocare proprio in questo ambito, non avendo alcun tipo di impatto ambientale.

Sono tanti i giovani che decidono per un ritorno alla terra, dandosi all’agricoltura e alla vendita dei prodotti ottenuti anche grazie alle competenze maturate durante il proprio percorso di studi: ne sono un esempio l’agronomo o il chimico ambientale. E viene poi facile immaginare professioni come quella di chi si occupa di bonificare il territorio, professioni quali quella del bioarchitetto, del progettista di impianti solari e del carpentiere specializzato nella costruzione di tetti iperisolati.

Stiamo quindi assistendo a cambiamenti in atto nell’agricoltura, con un’attenzione al biologico e alla biodiversità, e nel settore delle energie rinnovabili: è quindi in corso una transizione economica e sociale verso l’eco-sostenibilità. Prova ne è la nascita nel settore corporate di una nuova figura professionale, il Csr manager, ovvero il responsabile della corporate social responsibility, tanto che nel 2015 proprio in Italia è stato istituito Csr natives, la prima rete di studenti universitari appassionati di sostenibilità.

E non manca chi investe in ottica Sri, sustainable and responsible investment. Nel 2016 poi l’Aiaf, l’Associazione Italiana Analisti e Consulenti Finanziari, ha promosso il Diploma Esg (Effas Esg Certified Diploma), perché si possano acquisire le competenze per l’integrazione di elementi Esg, ovvero sociali, ambientali e di governance, nel processo d’investimento.

È questa una tendenza che lascia ben sperare.