Sono spesso discordanti i pareri degli esperti riguardo alla globalizzazione, che come ogni fenomeno avrà senza dubbio i suoi pro ed i suoi contro.

C’è però un dato inconfutabile: attualmente il sistema economico mondiale si trova a far fronte ad una crisi epocale.

A risentirne è anche e soprattutto il mondo del lavoro, i mercati sono infatti inquieti e peraltro si ritrovano a subire gli effetti dell’ipercompetitività all’interno di ogni settore lavorativo.

Per sbaragliare la concorrenza si ricorre a mezzi leciti e meno leciti, anche se, ci piace pensare, il perseguimento dell’eccellenza resta ancora la risposta più nobile e dignitosa all’attuale enorme incertezza socio-economica.

Ma che cos’è l’eccellenza? Di certo non un labile concetto, almeno nelle politiche aziendali. Possiamo definire eccellenza quella capacità organizzativa di un’azienda che mira a ottenere i migliori risultati possibili dimostrando la propria superiorità nei confronti dei competitors del settore.

Obiettivo da raggiungere attraverso l’orientamento ai risultati, l’attenzione al cliente, la gestione per processi, l’innovazione, le relazioni di collaborazione, la responsabilità sociale.

La partita non è certo facile, bisogna giocarsela facendo leva soprattutto sul management e sulle risorse umane. Un’azienda che desideri perseguire l’eccellenza deve essere pienamente consapevole che per competere con successo non è sufficiente il comunque necessario sistema di gestione della qualità, che il Total Quality Management, TQM, considera elemento primario: occorre in aggiunta saper combinare con accortezza le azioni di miglioramento dei processi interni con l’innovazione dei prodotti destinati al mercato, sfruttando al meglio le soluzioni manageriali emergenti e gli ultimi ritrovati tecnologici.

Non sono però le macchine a fare la differenza: le risorse umane, le persone, i dipendenti supervisionano e aggiornano laddove possibile i processi strettamente relativi alla conoscenza, di modo che l’azienda riesca a interpretare senza affanni la realtà contingente.

A sua volta l’azienda gestisce il proprio personale e lavora a un accrescimento delle qualifiche adottando strategie di Employee Retention, di conservazione dei dipendenti, perché questi siano sempre più pronti, tra le altre cose, a prendere decisioni determinati per le sorti dell’azienda stessa.

C’è quindi un aspetto emotivo da non sottovalutare, se mai da valorizzare, soprattutto guardando al cliente.

La Customer Satisfaction, la soddisfazione del cliente, è infatti la reazione positiva del consumatore nel momento in cui realizza che il prodotto acquistato supera le aspettative: in breve, si è soddisfatti se la qualità percepita è maggiore della qualità attesa e allo stesso tempo il costo sostenuto è uguale, se non inferiore, al costo previsto.

Un’azienda potrà quindi dirsi eccellente quando si sarà distinta per qualità ed efficienza dalle altre concorrenti, per effetto di una logica che mira a una crescita continua su tutta la propria linea.

Eccellenza è consequenziale produttività.

Non a caso, ed è motivo di vanto, il Made in Italy è conosciuto in tutte le latitudini.