Il discorso sulla mobilità eco-sostenibile è di stretta attualità. Ne è un effetto l’incremento delle vendite di veicoli a emissioni zero, anche in Italia. L’alternativa al tradizionale motore a benzina o diesel non è più infatti rappresentata solo dalle vetture bi-fuel, a doppia alimentazione: le auto ibride ed elettriche spingono oggi per un posto in prima fila. Diventa quindi necessario tracciarne una panoramica, evidenziandone il funzionamento e le principali caratteristiche.

L’automobile ibrida, conosciuta anche con l’acronimo HEV, Hybrid Electric Vehicle, dispone al suo interno di due motori, uno elettrico e uno a benzina. Con l’energia accumulata nelle batterie, il motore elettrico avvia l’auto e le consente di raggiungere e mantenere una velocità non troppo elevata.

Quando il numero dei chilometri orari supera una certa soglia, entra in gioco il più potente motore a benzina. Da questo punto in poi i due motori lavorano in sinergia. Durante le decelerazioni, l’unità elettrica dell’ibrida recupera energia e contribuisce se necessario alla spinta del motore a benzina, permettendo quindi di risparmiare sul carburante. A macchina ferma, entrambi i motori si spengono automaticamente.

Esiste anche un’evoluzione dell’auto a sistema ibrido, ovvero l’auto ibrida plug-in, PHEV, Plug-in Hybrid Electric Vehicle. A differenza dell’ibrida, e come una vera e propria auto elettrica, la plug-in può ricaricarsi attraverso una fonte di energia elettrica esterna: l’autonomia del motore elettrico aumenta e un numero ulteriore di chilometri può essere quindi percorso in modalità esclusivamente elettrica, con la conseguente riduzione dei consumi e delle emissioni.

In ogni caso, le ibride hanno ancora un prezzo più elevato rispetto alle auto tradizionali, ma godono di incentivi e sgravi fiscali. Per quel che riguarda il rifornimento, i distributori di benzina di certo non mancano; è invece poco diffusa la rete di colonnine di ricarica per le plug-in. La manutenzione è a volte dispendiosa, soprattutto quando si tratta di intervenire sull’unità elettrica.

Detto questo, le auto ibride hanno consumi ridotti, inquinano meno delle auto a benzina e possono circolare anche durante i blocchi del traffico e nelle ZTL. Tra le tante ibride in commercio si segnalano Suzuki Ignis ibrida, BMW 740e, Golf ibrida, Toyota Prius ibrida e Kia Niro ibrida.

L’auto elettrica ha invece un solo motore, ovviamente elettrico, che trasforma l’energia chimica della batteria in energia meccanica, facendo sì che il mezzo si muova. La durata della batteria è però ridotta: si possono coprire tratte non superiori ai 300 chilometri.

E se si considera che sul territorio le postazioni di carica non sono numerose, tanto meno ben distribuite, e che la ricarica completa richiede alcune ore, è facile immaginare perché a oggi almeno si preferiscano ancora le auto ibride alle elettriche: ne sono consapevoli le più grandi case automobilistiche, che stanno infatti concentrando i propri sforzi verso batterie con un’autonomia maggiore e dai tempi di ricarica brevi, per rendere in definitiva le auto elettriche più competitive nel settore automotive.

Attualmente il prezzo delle elettriche è il più alto del mercato automobilistico; in Italia mancano gli incentivi agli acquisti, anche se ci sono alcuni sgravi fiscali. Il rifornimento è ancora faticoso – vale quanto riportato per le ibride plug-in, la carenza della rete dei distributori di energia elettrica – e purtroppo costosa la manutenzione delle componenti elettriche del motore.

Tanti però i pro: inquinamento praticamente nullo, se si esclude lo smaltimento delle batterie; circolazione sempre libera – siano previsti o meno blocchi del traffico – e ovunque, anche nelle ZTL; ampia possibilità di parcheggio: alcuni Comuni offrono infatti alle auto elettriche sosta gratuita nelle strisce blu.

Tra le tante elettriche in commercio si segnalano Nissan Leaf, Volkswagen eGolf, BMW i3, Mercedes Classe B, Citroën E-Mehari e Tesla Model S.